FAI-CISL BASILICATA, CONSIGLIO GENERALE CON IL REGGENTE CASTELLUCCI: “POSITIVO IL DECRETO 'PRIMO MAGGIO' SU GIOVANI, DONNE E ZES"
Per la Fai Cisl lucana prioritario aprire un dialogo strutturato con la Regione su temi cruciali come il lavoro forestale
Si è tenuto oggi a Matera il Consiglio Generale della Fai Cisl Basilicata. L'assise ha offerto l'occasione per fare il punto sullo stato del sindacato nel territorio lucano e per affrontare le principali questioni che interessano i comparti di riferimento della federazione.
Il segretario generale Raffaele Apetino ha aperto i lavori evidenziando la mancanza di un dialogo strutturato con la Regione Basilicata su temi cruciali per il comparto forestale: il pagamento regolare degli stipendi, l'incremento delle giornate lavorative e il turn over. Apetino ha poi allargato lo sguardo agli altri settori della federazione, con particolare attenzione alle industrie agroalimentari, autentici fiori all'occhiello dell'economia lucana. Sul fronte organizzativo, il Segretario ha registrato con soddisfazione la forte crescita degli iscritti, risultato che premia la strategia del gioco di squadra adottata dalla Fai Basilicata. Un metodo che dovrà essere ulteriormente consolidato attraverso un lavoro capillare sui territori e nei luoghi di lavoro, per garantire una rappresentanza sempre più puntuale e professionale delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
È intervenuto anche il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo, che ha posto l'accento sul valore della partecipazione e sull'urgenza di avviare un confronto reale con la Regione Basilicata sui principali dossier aperti. Cavallo ha ribadito la posizione della Cisl: equidistante dai partiti, autonoma da qualsiasi schieramento politico e concentrata sulla forza delle proposte. Il conflitto, ha sottolineato, rappresenta l'ultima ratio, alla quale ricorrere solo quando ogni tentativo di costruire un tavolo di confronto si rivela impraticabile.
Ai lavori ha partecipato anche il reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci, che nel suo intervento ha valorizzato il metodo del gioco di squadra come elemento identitario e strategico per la crescita dell'organizzazione, ma anche affrontato le conseguenze della crisi internazionale e le principali sfide della categoria in ambito contrattuale e sociale. “Le diverse crisi geopolitiche– ha evidenziato Castellucci – rappresentano un rischio strategico mondiale. Sappiamo bene che si rischia una recessione globale se la crisi internazionale non verrà rapidamente disinnescata, anche per questo serve un forte impegno diplomatico internazionale e favorire un vero processo di pace”.
Al centro dell’intervento, il rilancio organizzativo della federazione e il provvedimento “Primo Maggio” approvato dal Governo: “Rappresenta un primo segnale importante – ha detto Castellucci – nella direzione di un vero Patto sociale capace di rilanciare salari, tutele e occupazione di qualità. La scelta di destinare nuove risorse agli incentivi per l’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle aree ZES va nella direzione giusta per sostenere il lavoro stabile, contrastare la precarietà e rafforzare la coesione sociale, soprattutto nel Mezzogiorno. La Cisl assieme alle categorie ha sempre sostenuto che la priorità non fosse introdurre un salario minimo per legge, ma garantire un salario giusto, costruito attraverso una contrattazione collettiva di qualità e il pieno riconoscimento dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative: è questa la strada che valorizza il lavoro, tutela la dignità delle persone e contrasta il dumping contrattuale. Positivo anche il principio introdotto dal decreto che obbliga le imprese a garantire trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.“
Importanti, per il sindacalista, anche "le misure sugli incentivi alle assunzioni per le donne svantaggiate assunte a tempo indeterminato nel 2026 nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno". "Analoghi strumenti - ha sottolineato - sono previsti per i giovani under 35, con incentivi rafforzati per favorire occupazione stabile e trasformazione dei rapporti precari in lavoro a tempo indeterminato. Ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa, insieme al diritto irrinunciabile al riposo e alle ferie retribuite. È dentro questo perimetro costituzionale che devono essere costruite le politiche del lavoro”.
Castellucci ha poi sottolineato: “Scegliamo sempre il lavoro, la dignità, la legalità, la giustizia sociale e la partecipazione. Anche la Basilicata è chiamata ad affrontare sfide decisive: crisi demografica, denatalità, invecchiamento della popolazione, riduzione della forza lavoro, transizioni ambientali e digitali. La risposta deve passare attraverso più occupazione di qualità, sostegno alla natalità, conciliazione tra vita e lavoro, gestione inclusiva dell’immigrazione e investimenti seri in formazione, competenze e produttività”.
Castellucci ha ricordato anche l’impegno costante del sindacato per la sicurezza e contro lavoro nero, caporalato e sfruttamento. “I drammatici eventi dei giorni scorsi – ha detto – sono inaccettabili e potevano e dovevano essere evitati. Per la Fai Cisl, la Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista dalla legge 199/2016, continua a rappresentare uno strumento essenziale per promuovere legalità, trasparenza e dignità del lavoro agricolo, valorizzando le imprese che rispettano leggi e contratti e contrastando ogni forma di sfruttamento e lavoro nero“.
Il Reggente della Fai Cisl ha infine rilanciato un messaggio di sostegno verso “un grande accordo di responsabilità nazionale, nel quale Governo, sindacato confederale e sistema delle imprese collaborino per affrontare le grandi trasformazioni economiche, produttive e sociali”.

