LAVORO AGRICOLO, PER LA FAI CISL SALUTE E SICUREZZA PRIORITÀ ASSOLUTE: "SERVONO PIÙ FORMAZIONE, PREVENZIONE E CONTROLLI"
Intervenuto al Consiglio Generale della Fai Cisl Puglia, il Reggente nazionale Antonio Castellucci ha reso noto gli ultimi dati Inail: su 192 decessi nei primi tre mesi dell’anno, 14 riguardano l’agricoltura. Preoccupano anche le malattie professionali: su 28.487 denunce, 4.655 riguardano il settore agricolo; in Puglia si è passati dalle 2.850 denunce del primo trimestre 2025 alle 3.314 del 2026, di cui 999 nel comparto agricolo.
“I dati Inail del primo trimestre 2026 e quelli dell’Inl confermano una situazione preoccupante. In Italia rimangono elevati gli infortuni: su 150.440, nel comparto agricolo se ne registrano 5.616. Ancora più grave il dato sulle morti sul lavoro, seppur in decremento rispetto al 2025: su 192 decessi complessivi nei primi tre mesi dell’anno, di cui 53 riguardano lavoratori stranieri, 14 sono accaduti in agricoltura. Numeri che impongono a istituzioni, imprese e parti sociali di rafforzare prevenzione, controlli, formazione e responsabilità condivisa”. Lo ha affermato il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci intervenendo al Consiglio Generale della Fai Cisl Puglia.
A preoccupare la categoria, sono anche le malattie professionali: “Oltre ad essere più che raddoppiate, in agricoltura, dal 2020 al 2025, passando da 7.520 a 15.346 – ha ricordato Castellucci, citando un report della Fai Cisl – anche i dati del 2026 parlano già chiaro: su 28.487 denunce complessive, 4.655 riguardano il settore agricolo. In Puglia si è passati dalle 2.850 denunce del primo trimestre 2025 alle 3.314 del 2026, di cui 999 nel comparto agricolo. Dietro questi dati ci sono persone che per anni hanno lavorato in condizioni pesanti e usuranti, spesso con tutele insufficienti”.
Per la Federazione, ha affermato Castellucci, “salute e sicurezza restano priorità assolute nelle politiche pubbliche e nei modelli produttivi, assieme al contrasto al caporalato e alle irregolarità che continuano a colpire soprattutto il lavoro agricolo”. “Le percentuali di lavoro sommerso e sfruttamento – ha detto il sindacalista – restano inaccettabili, per questo continueremo a sostenere la Rete del lavoro agricolo di qualità, il rafforzamento delle attività ispettive, una gestione dei trasporti e degli alloggi più controllata e governata con imprese e istituzioni locali, come stiamo chiedendo anche al Tavolo interministeriale sul caporalato, assieme alla valorizzazione della bilateralità, della contrattazione, della partecipazione. Continueremo a sostenere con la massima attenzione ogni azione utile a difendere dignità e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, italiani e migranti”, ha detto Castellucci, ricordando anche i braccianti recentemente morti a Chioggia per un incidente stradale e a Foggia per l’incendio di una roulotte, oltre alla morte di Sako Bakari, bracciante ucciso a Taranto la scorsa settimana, all’alba, mentre si recava a lavoro.

