FAI-CISL PIEMONTE, SVOLTO IL CONSIGLIO GENERALE CON IL REGGENTE CASTELLUCCI: "DAL DECRETO PRIMO MAGGIO SEGNALE IMPORTANTE SU OCCUPAZIONE, SALARI E CONTRATTAZIONE"
All’incontro, dedicato a bilateralità e partecipazione, ha preso parte anche il Reggente nazionale Antonio Castellucci: “Dal Decreto Primo Maggio un segnale importante su occupazione, salari e contrattazione”
Si è riunito oggi a Torino il Consiglio Generale della Fai Cisl Piemonte, la categoria dei lavoratori del settore agroalimentare. All’incontro, aperto dalla relazione del Segretario generale regionale Emilio Capacchione, hanno partecipato anche il Segretario generale della Cisl Piemonte Luca Caretti e il Segretario organizzativo regionale Massimiliano Campana, che ha relazionato sulla bilateralità piemontese come strumento di tutela per i lavoratori artigiani, mentre le conclusioni sono state affidate al Reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci.
“La bilateralità agricola regionale – ha evidenziato Capacchione – vive di una bilateralità storica legata in passato alle casse extralegem e successivamente agli Enti bilaterali agricoli, estendendo le tutele e la sicurezza con il lavoro fattivo degli Rlst agricoli. La bilateralità, assieme ai fondi integrativi e agli strumenti di tutela collettiva – ha aggiunto Capacchione – rappresenta un patrimonio importante nei nostri settori che merita di essere sviluppato ulteriormente. Gli Enti bilaterali agricoli territoriali, in particolare, vanno valorizzati nel loro ruolo per migliorare le competenze dei lavoratori, gli standard su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché l’incontro tra domanda e offerta di manodopera, rendendo il mercato del lavoro più tracciabile ed efficiente: questa è una parte importante non solo della sfida per la competitività del made in Italy agroalimentare, ma anche per costruire la prevenzione del caporalato e del lavoro irregolare”. Altro settore evidenziato da Capacchione, l’artigianato alimentare, “consolidato grazie al rinnovo del contratto, dopo dieci anni, rimettendo al centro il contratto regionale”.
“In un tempo segnato da tensioni, guerre, crisi energetiche, precarietà e profonde trasformazioni sociali – ha affermato Castellucci nelle conclusioni – il sindacato continua a rappresentare un presidio indispensabile di democrazia, dignità e giustizia sociale. La Fai Cisl sceglie ogni giorno di stare accanto alle lavoratrici e ai lavoratori, nei campi, nelle industrie alimentari e nei territori, affrontando con responsabilità le grandi sfide del presente: salari, sicurezza, formazione, inclusione, diritti e qualità del lavoro. In questo contesto, il Decreto ‘Primo Maggio’ approvato dal Governo rappresenta un primo segnale importante, come affermato dalla nostra leader nazionale Daniela Fumarola, verso un nuovo Patto sociale fondato sull’occupazione stabile, sul sostegno ai salari e sulla valorizzazione della contrattazione collettiva. È positiva la scelta di rafforzare gli incentivi per l’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle aree ZES, così come il riconoscimento del ruolo dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Abbiamo sempre sostenuto che la priorità non fosse introdurre un salario minimo per legge, ma garantire un salario giusto, costruito attraverso contratti veri, welfare contrattuale, diritti, formazione e partecipazione. Una scelta che non è soltanto tecnica, ma profondamente sociale e culturale, perché significa affermare un modello di lavoro fondato sulla dignità della persona e sulla qualità dell’occupazione. Per questo continuiamo a difendere la centralità della contrattazione, della partecipazione e della negoziazione, contrastando il dumping contrattuale e valorizzando le imprese che investono nel lavoro stabile, nella sicurezza e nella responsabilità sociale”.
“Come Fai Cisl nazionale – ha ribadito il sindacalista – siamo impegnati quotidianamente nei rinnovi contrattuali dell’agricoltura, dell’industria alimentare, della pesca, dei consorzi di bonifica e della forestazione, con l’obiettivo di rafforzare salari, diritti, sicurezza e qualità del lavoro. Parallelamente prosegue il nostro impegno contro il caporalato, per la piena applicazione della Legge 199 e l’implementazione della Rete del lavoro agricolo di qualità e per garantire condizioni dignitose nei trasporti, negli alloggi e nella tutela dei lavoratori migranti. Grande attenzione continuiamo a dedicare anche alla bilateralità, alla formazione e alla sanità integrativa, strumenti fondamentali per sostenere lavoratrici, lavoratori e famiglie in una fase economica complessa. Continuiamo inoltre a investire nelle competenze, nella partecipazione e nella sicurezza, perché significa contribuire a costruire filiere agroalimentari più forti, più giuste e più sostenibili”.
“Il Piemonte rappresenta, all’interno del mondo Fai, un territorio laborioso, di tradizione produttiva e di forte presenza sindacale. Dalle filiere agroalimentari di eccellenza ai comparti agricoli e ambientali, la Fai Cisl piemontese continua ad essere una comunità sindacale fatta di delegate, delegati, operatori e dirigenti che ogni giorno rafforzano la contrattazione, la tutela e la partecipazione. Vogliamo costruire, giorno dopo giorno, una Fai sempre più presente e più forte nei territori, capace di ascoltare, rappresentare, contrattare, partecipare e accompagnare le persone nelle transizioni ambientali, digitali e produttive che stanno cambiando il lavoro e la società. Il futuro del lavoro si costruisce insieme: con responsabilità, orgoglio, contrattazione, solidarietà e partecipazione: questa è la nostra idea di sindacato, questa è la strada della Fai Cisl”, ha concluso Castellucci.

