PARTECIPAZIONE, CONTRATTAZIONE, LEGALITÀ: RIUNITO IL CONSIGLIO GENERALE DELLA FAI FVG CON IL REGGENTE NAZIONALE CASTELLUCCI
Si è riunito oggi a Latisana, Udine, il Consiglio Generale della Fai Cisl Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione di dirigenti, operatori e delegati. Ha aperto i lavori il Segretario Generale della Fai Cisl regionale, Stefano Gobbo, al quale ha fatto seguito un confronto molto partecipato, con oltre 20 interventi, tra i quali anche quelli del Segretario Generale Usr Cisl Alberto Monticco e del Reggente nazionale della Fai Antonio Castellucci, che ha concluso la giornata.
Dopo aver definito la Fai Cisl del FVG “una realtà sindacale autorevole, operosa e ben radicata nei luoghi di lavoro, confermata dalla crescita di iscritti nel corso del 2025”, Castellucci ha ribadito alcune priorità della Federazione a partire dai temi della partecipazione, della contrattazione e del sindacato come presidio di giustizia sociale e legalità. “La nostra Federazione – ha detto – aderisce pienamente al richiamo, avanzato costantemente dalla Cisl, a coltivare i valori del dialogo, della partecipazione, della vicinanza concreta ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie. Un richiamo a contrastare le derive sovraniste e populiste di oggi, anche sul piano culturale, rilanciando la centralità della persona per governare attivamente le criticità legate all’IA, al declino demografico, ai cambiamenti climatici, all’abbandono delle aree interne”.
Va in questa direzione anche il sostegno della Fai al Libro Verde per il Patto Sociale lanciato dalla Cisl: “Una piattaforma di proposte, di confronto nazionale – ha detto Castellucci – che riguarda da vicino anche le nostre strutture categoriali, perché avanza proposte concrete per lo sviluppo, il lavoro, la coesione, puntando anzitutto su alcune priorità condivisibili come salari, produttività, formazione, occupazione giovanile e femminile, politiche abitative, welfare, previdenza, sicurezza, maggiore protagonismo dei lavoratori nella governance delle imprese. Tutti temi sui quali è possibile intervenire anche tramite la prossima Legge di Bilancio e che da parte nostra stiamo già affrontando, con grandi soddisfazioni, anche attraverso la contrattazione, sia nazionale che decentrata”, ha evidenziato Castellucci, ricordando alcuni recenti rinnovi contrattuali, come la sigla del Ccnl degli operai agricoli e florovivaisti e i diversi integrativi rinnovati in oltre 20 grandi gruppi dell’industria alimentare.
Tra i temi centrali, per Castellucci, l’affermazione della legalità e il contrasto a caporalato e lavoro irregolare, sul quale ha ribadito il bisogno di rafforzare gli strumenti preventivi con più ispezioni e un migliore incrocio dei dati, con un maggiore ruolo degli enti bilaterali, con percorsi migratori regolari e forme di emersione dei lavoratori cosiddetti “invisibili”.
Riguardo l’immigrazione, Castellucci ha ricordato che in agricoltura nel periodo 2018-2024 gli occupati stranieri sono aumentati del 10,8%: “In tutto l’agroalimentare made in Italy la loro incidenza sulla manodopera continua ad aumentare, in molte filiere ha superato il 40%, confermando quanto il lavoro migrante sia strutturale. Per questo stiamo introducendo nei contratti elementi positivi dedicati alle specificità del lavoro migrante, e per questo dobbiamo continuare a lavorare per integrare attività ispettive, mediazione interculturale, sportelli multilingue, formazione linguistica e professionale, interventi diretti nei luoghi di aggregazione dei lavoratori, insieme a una presenza sindacale sempre più diffusa nei territori”.
A proposito di rafforzamento della presenza sindacale, il Reggente della Fai Cisl ha anche rilanciato la volontà di valorizzare sempre più il ruolo di delegati, operatori e responsabili territoriali: “Sono loro le nostre prime linee, il primo presidio di ascolto e rappresentanza”.
Infine il sindacalista ha evidenziato l’importanza dei fondi sanitari integrativi, che “rappresentano oggi una tutela preziosa per lavoratrici, lavoratori e famiglie, soprattutto in una fase segnata dall’aumento del costo della vita, dall’inflazione, dal caro energia e da diffuse difficoltà economiche”, e della bilateralità, con cui sindacati e imprese possono ottenere risultati molto positivi nell’ambito della formazione, della certificazione delle competenze, dell’analisi dei fabbisogni professionali, della salute e sicurezza, dell’integrazione al reddito e della gestione del mercato del lavoro, affiancando le tradizionali funzioni mutualistiche e assistenziali.

