PAC 2028-2034, FAI-FLAI-UILA A BRUXELLES: "SULLA CONDIZIONALITÀ SOCIALE NON FAREMO NESSUN PASSO INDIETRO"
Da Piazza Jean Rey a Bruxelles a pochi metri dalla sede della Commissione Europea Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, durante la manifestazione indetta dalla Federazione Europea Effat, hanno ribadito la propria posizione contro la decisione del Consiglio Agrifish sulla riforma della Pac 2028-2034, che esclude la condizionalità sociale dal quadro della gestione responsabile dell’azienda agricola.
“L’ipotesi di eliminare la Condizionalità Sociale dall’impianto della prossima PAC è un attacco all’idea di agricoltura giusta e sostenibile che ripropone un modello produttivo superato che non deve tornare. La condizionalità è un successo che i sindacati dell’agroindustria italiani hanno costruito nel tempo nella convinzione che non si possa sovvenzionare un’impresa agricola che non rispetta i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nel processo produttivo. A dieci anni dalla Legge 199/2016 ci sembra incredibile che non si discuta di come estendere la condizionalità sociale a tutti i settori economici sostenuti dall’Unione Europea e che, al contrario, ci troviamo a dover difenderla da chi vorrebbe cancellarla. L’agricoltura in Italia occupa oltre un milione di lavoratori, spesso particolarmente esposti a precarietà e sfruttamento, ma ogni giorno garantisce cibo sano e di qualità al nostro paese. Bisogna decidere se si vuole sostenere le imprese che abbattono i propri costi sfruttando il lavoro e le più basilari condizioni di salute e sicurezza o se si vuole puntare ad un modello di impresa che guarda alla qualità dell’occupazione come attributo centrale del proprio lavoro. Per questo Fai, Flai e Uila, con una delegazione di oltre 200 persone hanno manifestato, insieme ai rappresentanti di numerosi altri sindacati agroindustriali europei e di diverse organizzazioni di produttori agricoli che condividono la nostra posizione".
Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil ribadiscono il loro impegno e utilizzeranno tutti gli strumenti sindacali a disposizione per convincere tutto il Parlamento Europeo e i governi dei paesi europei a difendere la condizionalità sociale per riaffermare un modello di agricoltura giusta e sostenibile.

