GEOPOLITICA E SCENARI INTERNAZIONALI: RIUNITO IL CONSIGLIO GENERALE FAI CISL LOMBARDIA CON ANTONIO CASTELLUCCI E DARIO FABBRI
Si è riunito oggi nella sede della Cisl Milano Metropoli il Consiglio generale della Fai Cisl Lombardia, con una giornata di riflessioni dedicate agli scenari geopolitici internazionali e al loro impatto su lavoro e mercati. Ospite della mattinata è stato il giornalista e analista geopolitico Dario Fabbri, direttore della rivista “Domino”, mentre a introdurre i lavori è stato il Segretario generale della Fai Cisl regionale, Daniele Cavalleri.
All’iniziativa hanno preso parte Fabio Nava, Segretario generale della Cisl Lombardia e il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci, che nel suo intervento si è soffermato soprattutto sull’impatto della crisi economica globale sul settore agroalimentare: “La geopolitica non è qualcosa di lontano: entra nei nostri campi, negli stabilimenti produttivi e nelle buste paga dei lavoratori. Ed è proprio da qui che dobbiamo partire. Non possiamo continuare a considerare i salari e l'occupazione come gli strumenti attraverso cui assorbire ogni crisi economica”.
“Chi lavora nell'agroalimentare – ha evidenziato Castellucci – garantisce un servizio essenziale per il Paese. Quell'essenzialità deve essere riconosciuta ogni giorno, attraverso salari dignitosi, sicurezza e diritti. Per questo dobbiamo continuare a difendere la contrattazione collettiva, i rinnovi contrattuali e il recupero del potere d'acquisto, contrastando contratti pirata e dumping”.
Ricordando le priorità italiane ed europee sul piano del commercio internazionale, Castellucci ha evidenziato come gli accordi commerciali, compresi quello con il Mercosur, debbano garantire reciprocità, tutela ambientale, sicurezza alimentare e rispetto degli standard sociali: “Perché non può esserci vera sicurezza alimentare senza dignità per chi il cibo lo produce”.
Il sindacalista ha sottolineato poi le sfide da affrontare per un’Europa più attenta alla dimensione sociale: “La transizione ecologica è necessaria, ma deve essere accompagnata da investimenti, innovazione, formazione e sostegno alle imprese e di conseguenza sostenere i lavoratori. Non possiamo realizzare la sostenibilità ambientale sacrificando quella economica e sociale. La futura PAC – ha detto – deve sostenere la competitività, ma anche tutelare il lavoro. Per questo è essenziale difendere la condizionalità sociale: chi riceve risorse pubbliche deve rispettare i contratti, la legalità, contrastare il caporalato e sostenere i diritti dei lavoratori”.
Un'altra grande sfida, ricordata dal Reggente Fai Cisl, è rappresentata dall’IA: “Ci sono opportunità importanti per migliorare produttività, qualità e sicurezza, dobbiamo evitare che queste trasformazioni producano nuove disuguaglianze. Il sindacato deve essere protagonista di questo cambiamento, attraverso la contrattazione della formazione, della riqualificazione professionale e della distribuzione dei benefici della produttività, attraverso una vera partecipazione dei lavoratori ai destini dell’impresa. Anche il Libro Verde della Cisl sul Patto sociale indica una strada ben precisa: collegare salari, produttività, welfare, formazione, sviluppo e partecipazione. Dobbiamo fare in modo – ha concluso Castellucci – che le trasformazioni siano governate con politiche industriali adeguate, investimenti, contrattazione e partecipazione. Se il cibo è strategico, deve essere strategico anche il lavoro di chi lo produce. Questa è la sfida che abbiamo davanti come Fai Cisl: difendere l'occupazione, valorizzare le competenze e garantire che il progresso economico si traduca in benessere sociale”.

