76MA GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO, FAI-CISL: LAVORO AGROALIMENTARE AL CENTRO DI UNA NUOVA STRATEGIA PER LE AREE INTERNE
Il Reggente Antonio Castellucci: "Sarebbe una scelta dannosa eliminare la condizionalità sociale dalla Pac"
“Quella delle aree interne è una questione nazionale da porre al centro dell’agenda politica. La sfida è rendere attrattivi i territori e le professioni del settore primario con più reddito, sicurezza, tutele sociali, come stiamo facendo rinnovando i contratti sia nazionali che provinciali. Da questo punto di vista, però, dobbiamo denunciare quanto sta accadendo in Europa: proprio questa settimana abbiamo manifestato a Bruxelles davanti al Parlamento europeo perché diversi Paesi vorrebbero eliminare la condizionalità sociale dalla Pac 2028-2034, sarebbe una scelta molto dannosa per i lavoratori ma anche per le imprese sane, essendo uno strumento per evitare tanta concorrenza sleale”.
Lo ha detto il Reggente nazionale della Fai Cisl, Antonio Castellucci, a conclusione della celebrazione, a Chioggia, della 76ma Giornata Nazionale del Ringraziamento promossa dalla Cei e dedicata quest’anno al tema delle aree interne.
“Questa importante ricorrenza – ha commentato Castellucci – deve servire a sensibilizzare tutti, parti sociali, istituzioni, società civile, verso una maggiore tutela dei lavoratori agricoli e un contrasto strutturale a caporalato e lavoro irregolare, ma anche verso una reale inclusione dei migranti e il riconoscimento del loro contributo nella crescita del made in Italy agroalimentare e nel ripopolamento di molti territori. Da parte nostra continueremo a svolgere il massimo impegno quotidiano nella valorizzazione del lavoro agroalimentare, idraulico forestale e dei consorzi di bonifica, settori legati a doppio filo con lo sviluppo delle aree interne. Oggi se davvero vogliamo sostenere queste professioni dobbiamo fare di più. Qui in Veneto, ad esempio, esiste una bilateralità agricola molto avanzata, può essere un modello positivo per altri territori perché ha portato a migliorare anche il mercato del lavoro, e sappiamo bene che il mancato incrocio tra domanda e offerta di manodopera agricola è un problema grave tanto per i lavoratori quanto per le imprese”.
“Nelle aree montane i residenti sono aumentati negli ultimi anni – ha affermato Castellucci – ma l’Istat prevede che i comuni delle aree interne subiranno un calo demografico al 2031 pari al 9,1%, che diventa 10,4% considerando il Mezzogiorno. A pesare non è solo l’invecchiamento demografico, ma anche i bassi redditi, la mancanza di opportunità lavorative, il divario digitale, l’insufficienza di infrastrutture adeguate, l’impatto dei cambiamenti climatici. Per questo vogliamo che il sindacato sia protagonista di una nuova strategia complessiva per le aree interne, più attenta all’occupazione giovanile e femminile, all’inclusione dei migranti, a una vera programmazione nella governance del patrimonio boschivo, alle infrastrutture e a una maggiore equità fiscale, tutti obiettivi ben delineati anche nel Libro Verde della Cisl volto a costruire un patto sociale per lo sviluppo del Paese”.
La ricorrenza è terminata oggi con la celebrazione eucaristica presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, a Chioggia, e la consueta benedizione dei mezzi agricoli presso gli stand espositivi delle associazioni agricole, tra le quali anche Terra Viva, associazione dei liberi produttori agricoli affiliata alla Fai Cisl.

