FAI CISL EMILIA-ROMAGNA: SVOLTO IL CONSIGLIO GENERALE CON IL REGGENTE NAZIONALE ANTONIO CASTELLUCCI
“Per noi, partecipare non è uno slogan: è una responsabilità impegnativa, che richiede protagonismo, confederalità praticata, coerenza e coraggio. È l’unica strada che consente di restare uniti e forti, e di andare avanti insieme per tutelare i lavoratori che rappresentiamo, le loro famiglie, il bene comune”. Lo ha detto il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci intervenendo oggi a Reggio Emilia a conclusione del Consiglio Generale della Fai Cisl Emilia-Romagna.
"La Fai Cisl Emilia-Romagna - ha detto in apertura Castellucci - rappresenta un sindacato autorevole, radicato nei luoghi di lavoro e sul territorio, vicino ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori".
All’incontro, aperto dal Segretario Generale della Fai Cisl regionale, Daniele Saporetti, con la partecipazione della Cisl Emilia-Romagna e di numerosi dirigenti, operatori e delegati, Castellucci ha ricordato le sfide contrattuali concluse e quelle ancora da affrontare in tutti i settori di competenza, a partire dall’ultimo rinnovo del Ccnl degli operai agricoli e florovivaisti, siglato alcuni mesi fa, e dai rinnovi contrattuali territoriali in corso per la categoria degli impiegati agricoli, fino ai recenti rinnovi conclusi nei principali gruppi industriali alimentari per il quadriennio 2026-2029, come in Barilla, Mondelez, Bolton, Atisale, Ferrero: “Sono soddisfazioni importanti – ha detto Castellucci – perché stiamo portando a casa tante conquiste costruite sia sul piano economico che normativo. Questo è positivo perché la contrattazione decentrata è un vero motore delle dinamiche contrattuali, capace di coniugare crescita produttiva, qualità del lavoro, salari, welfare, sicurezza, formazione e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, partecipazione. È uno strumento fondamentale per governare le transizioni, redistribuire valore e rafforzare le tutele, soprattutto in una fase segnata da incertezze economiche”.
Non mancano tuttavia, per la Fai Cisl, le preoccupazioni per diverse riorganizzazioni avviate da alcune grandi multinazionali, che rendono necessario il massimo coinvolgimento delle parti sociali per una gestione lungimirante e condivisa a tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro. Castellucci ha evidenziato le diverse sfide epocali da affrontare, che riguardano da vicino anche il lavoro nelle filiere agroalimentari e ambientali: “Pensiamo alla transizione ecologica, ai cambiamenti climatici. Pensiamo poi alla transizione tecnologica, con l’enorme impatto che sta già avendo l’intelligenza artificiale: dobbiamo impedire che la tecnologia diventi un nuovo moltiplicatore di diseguaglianze, e per farlo serve un coinvolgimento pieno e stabile delle parti sociali. Su questo punto, il nostro Paese è ancora indietro”.
Centrale, nell’intervento di Castellucci, il contrasto al caporalato e al lavoro irregolare, da portare avanti con una piena applicazione sui territori degli strumenti previsti dalla Legge 199 ma anche a livello europeo, dove si giocano le partite importanti della Pac 2028-2034 e degli accordi stipulati dall’Ue sul commercio internazionale, come l’accordo col Mercosur firmato a gennaio scorso: “Non servono protezionismi, ci sono tante opportunità da saper cogliere per le nostre imprese, ma rimane fondamentale il bisogno di clausole di reciprocità sul lavoro, l’ambiente, la sicurezza alimentare”, ha ribadito il sindacalista.
Infine, ricordando le proposte della Cisl in vista della prossima Legge di Bilancio, Castellucci ha ribadito il pieno sostegno della Fai anche al “Libro Verde” della Cisl per il Patto sociale, approvato la scorsa settimana dall’Esecutivo confederale: “Una vera e propria piattaforma di proposte, di confronto nazionale, per stare nel merito delle riforme necessarie al Paese, uscendo dal dibattito politico polarizzato, scarso e confusionario che si sta prospettando in vista delle prossime elezioni. Un documento – ha affermato Castellucci – che guarda allo sviluppo, al lavoro, alla coesione, frutto di un percorso condiviso, che tiene insieme analisi e rappresentanza, conoscenza ed esperienza, ricerca e vita concreta delle persone che lavorano. Si tratta di una visione che punta anzitutto su alcune priorità: salari, produttività, formazione, industria, giovani, occupazione femminile, casa, welfare, previdenza e partecipazione”.

